Crisi del petrolio del 2020 – i 3 veri motivi

Ti chiedi cosa sia successo al petrolio nel primo trimestre del 2020? Ecco una semplice spiegazione dei veri 3 motivi che hanno causato la crisi del petrolio del 2020.

Retroscena geopolitico

Prima di parlare della crisi del petrolio è necessario fare un’ introduzione.

I maggiori paesi esportatori di petrolio sono i 12 paesi Opec (di cui l’ Arabia Saudita fa da leader), la Russia e gli USA.

Il minore costo di produzione del petrolio è detenuto dall’ Arabia Saudita, mentre le aziende degli USA hanno un prezzo di produzione doppio se non triplo.

Questo vuol dire che il paese che riesce a resistere più brevemente a un calo del prezzo sono gli Stati Uniti.

La prima conseguenza: il coronavirus

Nel gennaio 2020 scoppia il coronavirus e la Cina e molti altri paesi si fermano completamente, congelando l’ industria.

Inizia così la crisi del petrolio.

La seconda conseguenza: la Russia

I paesi Opec nel tentativo di rimediare decidono di ridurre il quantitativo di petrolio prodotto per aumentarne il prezzo.

Il 6 marzo 2020 il 12 paesi OPEC si riuniscono insieme alla Russia, la quale si rifiuta e di contrario aumenta l’ offerta, probabilmente al fine di danneggiare gli USA.

Il progetto Nord Stream 2 è la causa principale del recente contrasto tra Russia e USA

Questa reazione della Russia è dovuta alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti per il progetto Nord Stream 2.

La Russia è legata sin dagli anni ’80 alla Germania tramite il gasdotto Nord Stream, che attraversa il Mar Baltico.

Nel 2011 la Russia avvia il progetto Nord Stream 2, che consiste in un raddoppio delle dimensioni della struttura e quindi anche in un raddoppio della quantità di gas naturale trasportato.

Nel dicembre 2019 il senato degli USA decide di imporre severe sanzioni alla Russia per il progetto Nord Stream 2, considerandolo un elemento strategico contrario all’interesse nazionale.

La terza conseguenza: l’ Arabia Saudita

L’ Arabia Saudita non accettando il gesto della Russia ha aumentato la produzione portando a 30 dollari il prezzo del petrolio, dimostrando la sua potenza conferitale dall’ abbondanza della risorsa.

Crisi del petrolio del 2020 - i 3 motivi principali

Situazione attuale

Ad oggi (5 aprile 2020) il valore è in leggera crescita (circa 35 centesimi di dollaro), ma rispetto ai 60 centesimi del dicembre 2019 si può dire che il settore sia stato quasi completamente distrutto dai produttori stessi.

Tuttavia lunedì 30 marzo il presidente Vladimir Putin ha detto che la Russia è pronta a lavorare con gli Stati Uniti per stabilizzare il prezzo del petrolio e propone un taglio di circa 10 milioni di barili.

Putin ha affermato che il calo è dovuto principalmente al ritiro di Riad dall’Opec+ con lo scopo di mettere fuori gioco gli americani, produttori di shale oil.

Trump ha invece riferito che verrà trovata una soluzione per far ripartire il business dell’energia.

Egli ha annunciato per primo un taglio alla produzione globale tra 10 e 15 milioni di barili al giorno, ma ha sottolineato di non aver fatto ​nessuna concessione all’Arabia Saudita, né alla Russia.

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